Luccio perca
Questo abile predatore è originario dai paesi del nord-est Europa (Germania, Polonia, Svezia, Finlandia, Russia). In Italia fu introdotto tra il 1902 e il 1908 nei laghi lombardi di Comabbio e Pusiano ed in seguito in tutto il nord Italia.
L’introduzione di questo predatore nelle acque italiane sembra abbia causato l’estinzione di alcune specie endemiche.
Vive nei tratti inferiori dei fiumi e nei laghi a grandi e medie dimensioni, con acque ben ossigenate (inclusi i Bacini di Galzignano Terme…). Si trova principalmente in acque dolci ma è possibile trovarlo anche in acque salmastre.
Ha il corpo snello ed affusolato, la bocca è provvista di piccoli denti e qualcuno più grande sparso (per questo è meglio usare i guanti per spostare gli esemplari catturati…). Il maschio presenta una concavità nel dorso, fra la testa e la pinna dorsale anteriore mentre nella femmina questo punto è invece convesso, il nostro esemplare sembra essere quindi di sesso femminile.

I soggetti più longevi raggiungono l’età di 20 anni, 130 cm di lunghezza per un peso di 15 kg. Nel caso di scarsità di cibo o in specchi d’acqua di dimensioni ridotte il luccioperca muta in popolazioni “nane”.
L’esemplare che abbiamo catturato e ovviamente poi rilasciato misurava tra i 50 e i 60 cm

Questa specie caccia prevalentemente di notte, nuotano in gruppo se sono di piccole dimensioni mentre gli esemplari adulti restano solitari. Le sue prede sono alborelle, scardole, persici sole e cobiti. L’alimentazione è ridotta durante l’inverno.
Considerato un pesce pregiato sia per la pesca sportiva sia per la squisitezza delle sue carni, il luccioperca viene pescato con esche artificiali (tecnica dello spinning), verme, piccoli pesci, ma soprattutto con la tecnica del morto manovrato.
Noi lo abbiamo catturato con un verme finto di colore nero, una canna da spinning con in bobina una treccia a 4 fili da 0,25, terminale in fluorocarbon da 0,50mm… e molta volontà e pazienza.


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